Quasi ucciso
❗ I post #Emotions sono molto personali e scritti impulsivamente per sfogarmi. Nessun giudizio richiesto. Si consiglia la discrezione del lettore.
Mi è successo almeno altre due volte quest’anno, come a me anche a molti altri.
La prima ero a Napoli, in via Mezzocannone. Attraverso una stradina tranquilla, un taxi sbuca dal nulla a tutta velocità in curva, inchioda a pochi centimetri da me e mi dice gentilmente di passare. La seconda a Roma. Caso analogo, sempre sulle strisce, altra inchiodata nonostante l’auto fosse ben lontana ma voleva passare a tutti i costi. Mi ha mandato a fanculo, ho ricambiato. La terza adesso. Ero immerso nei miei pensieri del polo opposto all’allegria, vado ad attraversare sempre sulle strisce pedonali, a sinistra nessuno, a destra un’auto lontana, noncurante vado sapendo che data la distanza avrebbe rallentato. Non guardo più, non mi interessava molto in quel momento. Rumore di copertoni che macchiano l’asfalto, ecco l’unica cosa che mi ha fatto girare e vedere che la macchina ha tentato di passare in quel misero metro che divideva me dal marciapiede. Non ho avuto paura, quella sensazione di “sarei potuto morire”, solo una leggera adrenalina. Nemmeno mi sono preoccupato di vedere chi fosse alla guida, so solo che era un’auto rossa, forse Citroën, e lo specchietto mi ha colpito la mano. Non ci siamo guardati, nessuno ha insultato nessuno, ho proseguito sul marciapiede come se nulla fosse successo e il veicolo per la sua strada.
Forse ho esagerato a dire “quasi morto”, ma di sicuro è, a memoria, la volta in cui ci sono andato più vicino. Però non mi ha spaventato.